Upward 4.0 con il Prof. Luciano Violante

#LucianoViolante, in qualità di magistrato, giurista e politico, è la persona perfetta per giudicare la situazione attuale della Giustizia in Italia e del ruolo della stampa.
Il tema che in questi giorni riempie o (dovrebbe farlo) le pagine di cronaca dei quotidiani. L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione e proposta politica sul tema Giustizia e su come vanno tutelati e garantiti i principi dello stato di diritto, messi in discussione da attacchi giustizialisti che rischiano di compromettere i traguardi di decenni di cultura giuridica democratica.
In un contesto in cui l’emergenza per il Coronavirus ha assestato il colpo finale agli uffici giudiziari.
Il tema di fondo sarà il dna di gran parte delle leggi italiane scritte e orientate da una cultura del sospetto, che vuole indagare e non regolare, frenare e non agevolare la creazione di impresa e valore, in una fase storica dove servirebbe l’esatto opposto.
Una conversazione diretta con reale possibilità di interazione con l’ospite. Inoltre parleremo di Riforma della Giustizia Penale, dell’organizzazione della Magistratura, del ruolo e del significato delle Pene, del ruolo della Stampa in queste vicende. Ma parleremo anche di Mafia e del ruolo della scuola.
Vi aspettiamo
Evento visibile sulla nostra pagina facebook!
Per partecipare al dibattito su ZOOM e info :
upward.italia@gmail.com#
La nostra idea di questo incontro nasce dopo aver letto questo:
da Corriere della Sera “Diamo più fiducia agli imprenditori ( anzi sorvegliarli)” di Luciano Violante
“Si programmano interventi per la ripresa, grandi immissioni di denaro, ecc. Vogliamo che le cose vadano nel migliore dei modi ma questi interventi avranno un senso limitato se non si cancelleranno le leggi le prassi amministrative fondate sul sospetto e sulla sfiducia nei confronti del cittadino comune dell’imprenditore. La mafia, la corruzione vanno combattute senza rilassatezza e lo stiamo facendo. Ma è sbagliato adottare prassi e approvare leggi che dovrebbero governare le attività dei cittadini e degli Imprenditori come se si trattasse sempre comunque di soggetti socialmente pericolosi. La legislazione sugli appalti, ad esempio, soffre di questo vizio di origine; fu pensata e scritta non per disciplinare il settore, ma per controllarlo. In quelle leggi l’imprenditore è considerato un soggetto socialmente pericoloso da sorvegliare passo dopo passo e da punire appena possibile; un’opera o una prestazione di servizio sono considerate un’occasione di latrocinio o di corruttela. Sono leggi basate sul sospetto che non producono opere, ma sorveglianze. Mafia corruzione vanno duramente combattute, ma l’eccesso di sorveglianza si abbatte solo sulle persone oneste. Nessun paese può rinascere e progredire nel sospetto, nella sorveglianza e nella sfiducia. Il governo deve dimostrare concretamente rispetto e fiducia nei confronti dei cittadini”.
Luciano Violante ha fatto il giudice, il magistrato istruttore di processi sul terrorismo politico rosso e nero, ha messo in piedi l’inchiesta sul Golpe bianco di Edgardo Sogno, è stato professore di diritto penale e pubblico, parlamentare con il Partito comunista, il Pds, i Ds, presidente della commissione antimafia e poi della Camera dei deputati.