Virus Corona – Poesia

Un giorno un virus arrivo
e la vita di tutti fermò.
Aveva la forma di una corona
e costrinse tutti a restar sulla poltrona.
Nessuno uscì più di casa,
perché la città di paura fu invasa.
Le strade diventarono silenziose
e le luci accese nelle case sempre più numerose.
Tutte le scuole e università furono chiuse,
ma la formazione non ne voleva sentire scuse,
“si studia anche da casa!” si decise
e ogni studente a studiare si mise.
“Niente più baci e abbracci!” dicevano,
ma le madri di nascosto ai propri figli lo facevano
e al marito che andava a lavorare un bagno caldo e un piatto caldo facevano trovare.
Questo tempo fermo e silenzioso, anche se faceva sembrare tutto più pauroso,
portò la vita di tutti a cambiare,
perché rese tutto più intimo e familiare:
la moglie al marito si abbracciava
mentre il figlio giocava,
il fratello con la sorella dialogava e l’amico ogni sera chiamava.
L’amante “ti amo” diceva all’amata,
sognando il giorno in cui l’avrebbe di nuovo guardata.
Tutti trascorrevano così l’intero giorno,
aspettando la notizia
che il virus a forma di corona
si levasse di torno!