
A CHI FA PAURA LA COMMISSIONE SEGRE?
E’ di qualche giorno fa la mozione con la quale in Senato, nel silenzio del centrodestra, ha ottenuto il via libera la Commissione Straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, antisemitismo, razzismo e istigazione all’ odio ed alla violenza.
La prima firmataria della mozione è stata la senatrice Liliana Segre, superstite del lager di Auschwitz. Ad oggi il prefetto di Milano Dott. Renato Saccone ha deciso di assegnare la tutela della senatrice a due carabinieri che la accompagneranno in ogni suo spostamento. La misura è stata ritenuta necessaria dopo le minacce pervenute via web e lo striscione di Forza Nuova esposto a Milano durante un incontro pubblico della Segre.
C’è da chiedersi a chi fa paura questa Commissione?
Dovremmo concentrarci sulla Commissione in sé. I motivi della sua costituzione sono da rinvenirsi direttamente nella nostra Costituzione. Eppure le reazioni delle forze politiche sono state tutt’ altro che condivise, alcune ci hanno davvero fatto venire i brividi!
L’ultima in ordine di tempo è proprio di questa mattina, il leader della Lega Matteo Salvini alla notizia della scorta alla senatrice ha commentato: “Le minacce contro Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime“, per poi aggiungere “Anche io ne ricevo quotidianamente”, quasi a voler sminuire la gravità dei fatti.
Qualche giorno fa gli stessi leader, di quel centrodestra che non ha votato la mozione, hanno mosso l’accusa politica diretta che tale Commissione abbia solo lo scopo di imbavagliare i partiti di opposizione, inserendo magari tra le parole proibite “nazionalismo” ed “etnocentrismo”. Salvini ha parlato di rischio censura “sovietica” e “orwelliana”.
Ma gli scopi della Commissione sono di ricerca, analisi e proposta:
“Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale. La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale.”
E non vi è neppure un elenco di parole proibite ma circa “nazionalismo” ed “etnocentrismo” si dice semplicemente che:
“È un fatto che non esiste ancora una definizione normativa di hate speech; tuttavia in base alla raccomandazione n. (97) 20 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa del 30 ottobre 1997, il termine copre tutte le forme di incitamento o giustificazione dell’odio razziale, xenofobia, antisemitismo, antislamismo, antigitanismo, discriminazione verso minoranze e immigrati sorrette da etnocentrismo o nazionalismo aggressivo. Per meglio definire il fenomeno si ricorre alle categorie dell’incitamento, dell’istigazione o dell’apologia.”
Cosa c’entra dunque il rischio censura? A noi non è assolutamente chiaro.
Siamo davvero sprofondati così in basso da dover mettere sotto scorta Liliana Segre?
Forse sarà ignoranza, antisemitismo o più semplicemente stupidità, fate voi.
Noi vogliamo chiudere con le parole della nostra cara senatrice Liliana Segre a cui ci sentiamo particolarmente vicini, e che ha mostrato apprezzamento per le attività della nostra Associazione.
“Ogni minuto della nostra vita va goduto e sofferto. Bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte e non perdere tempo a scrivere a una 90enne per augurarle la morte. Tanto c’è già la natura che ci pensa”.
Maria Trivisano
