
Cambiamento climatico e rivolte dei giovani
Partendo dal titolo di questo articolo, vediamo in contrapposizione due termini: cambiamento climatico, cioè l’insieme di fenomeni che portano ad un innalzamento della temperatura con relative conseguenze catastrofiche per l’uomo, e rivolta, quella dei giovani verso i potenti che scendono in piazza affinché si trovino soluzioni per un futuro che giorno dopo giorno sembra sempre meno roseo per l’uomo, non per la terra perché quella rimarrà sempre.
E allora cosa dovremmo fare per salvarci?
Ciò andrebbe discusso in primis dai governi, che dovrebbero sensibilizzare sempre più ad un maggior rispetto della natura e al contempo essere i primi ad incentivare sempre più l’uso di energie rinnovabili, trovando soluzioni alternative al consumo di combustibili fossili ed immissione di CO2. I recenti incendi in Amazzonia e in Australia sono la prova che forse non siamo abbastanza attenti e responsabili verso ciò che più è importante e ciò che ci è stato donato: la Natura, di cui noi stessi facciamo parte.
Il fenomeno Greta, ha portato nonostante le critiche difficili da capire, molti giovani a scendere in piazza a manifestare per farsi sentire dai i governi. Ma non penso che questo possa bastare fin quando il leader della più grande potenza mondiale, Donald Trump presidente degli USA, mostri indifferenza verso ciò che Greta e i suoi giovani sostenitori vogliono: un futuro migliore o forse solo un futuro.
Le temperature si alzano sempre di più, i ghiacciai si sciolgono e noi guardando la tv ci preoccupiamo per tutto ciò, ma senza che nulla cambi: il riscaldamento globale continua.
Il mio onesto pensiero è che ci dovrebbe essere più sensibilizzazione tramite campagne pubblicitarie adeguate dove anche per ottenere un vantaggio competitivo verso la concorrenza si dovrebbe offrire un prodotto più ecosostenibile o incentivante per far risvegliare la massa e far capire l’importanza della natura e dell’ecosistema di cui facciamo parte. I dati ci dicono che il 90% delle emissioni provengono da 20 giganti e dall’uso dei loro prodotti come benzine e carburanti, c’è bisogno, quindi, di ridurre il fabbisogno di questi prodotti; una sfida ardua ma possibile se voluta da tutti, governi inclusi, soprattutto tramite leggi ad hoc e maggior regolamentazioni nell’uso di plastiche e immissione di gas serra.
Greta ha insegnato tramite i propri scioperi a non adattarsi alla normalità delle cose ma a ricercare soluzioni e mettere pressione ai potenti del mondo per un cambiamento necessario per tutti.
Giuseppe Filomena