
“La parola maledetta”
Ieri sera, ospite della trasmissione televisiva Otto e Mezzo, Silvio Berlusconi ha detto una cosa che mi ha fatto molto riflettere. A precisa domanda di Lilli Gruber: <<in cosa differisce la destra guidata da Salvini dalla destra guidata da lei a trazione Forza Italia?>>, la risposta è stata lapidaria: <<noi non siamo la destra>>, e giù da lì, una scrupolosa prosa per sostenere di essere erede di Don Sturzo e De Gasperi e custode dell’identità occidentale e liberale.
Se vogliamo dirla tutta, io non ho mai sentito nemmeno Salvini rivendicare apertis verbis di essere “di destra”. Mai. Ma nel caso di Berlusconi è stata visibile l’indispensabilità del rifiutare e rinnegare l’etichetta, quasi fosse una diminutio, per non dire un’offesa: sicuramente una veste della taglia del tutto inadeguata al proprio progetto politico. È impossibile che non salti all’occhio la vistosa asimmetria su come viene vissuta, invece, la parola “sinistra” nel campo del centrosinistra. C’è addirittura chi si commuove di fronte alla parole in sé, chi ne fa l’unica missione della propria attività politica.
In ogni caso, la rivendicazione identitaria di questa parola è difesa senza riserve. Perfino le frange più moderate e centriste dell’area non si sottraggono dal reclamare per sé l’etichetta, affinché anche la propria offerta, seppur del tutto alternativa a quella dalle provenienze più massimaliste, sia bollata con il sigillo aureo della parola: “sinistra”. Qualunque scelta, qualunque indirizzo di policy, qualunque pensiero, addirittura qualunque dichiarazione extra politica, passa al vaglio binario: “è di destra o di sinistra?”. Quante volte ci siamo sentiti fare l’analisi del sangue per essere accusati di non essere sufficientemente “di sinistra”? Qualcuno si è mai imbattuto in un esponente di centrodestra accusato di essere “insufficientemente di destra”? E ci si è chiesti fino in fondo quali effetti abbia avuto, quanti elettori abbia messo in fuga, nei 20 anni di tentativi di costruire un’alternativa al berlusconismo, il ricorso inflessibile, inderogabile, cocciuto, a questa, maledetta, parola, “sinistra”?
Domenico Aiello