
Scusate il disturbo — Storie e idee per un nuovo sguardo sulla salute mentale — di Francesco Caroli e Scilla Chirizzi
Una panchina, luogo semplice e universale, diventa il filo conduttore di questo libro: spazio di solitudini e di incontri, metafora di comunità e fragilità condivise. Scusate il disturbo intreccia storie di vita, dati e riflessioni con i contributi di psicologi, psichiatri, neuroscienziati e professionisti del sociale, per raccontare la salute mentale come bene comune.
Dall’infanzia all’età adulta, fino alla vecchiaia, il volume illumina ciò che spesso resta taciuto e propone nuove idee per costruire comunità inclusive, capaci di accogliere, ascoltare e prendersi cura.
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Comunicato Stampa
Una persona su quattro vive con un disturbo mentale. Le altre tre possono fare la differenza.
Scusate il disturbo (Laurana Editore), in libreria dal 10 ottobre – Giornata Mondiale della Salute Mentale e presentato alla Libreria Bocca di Milano – intreccia storie di vita quotidiana, dati preoccupanti e oltre 20 contributi di esperti che analizzano i diversi momenti della vita, restituendo la salute mentale come bene comune e avanzando proposte concrete per nuovi modelli di cura e inclusione.
Un italiano su quattro convive con un disturbo mentale (Ministero della Salute). A livello globale, il 50% dei disturbi mentali insorge prima dei 15 anni e l’80% entro i 18 (OMS, 2025).
In Europa, oltre il 20% dei giovani tra i 15 e i 29 anni presenta sintomi di ansia o depressione (Commissione UE), con un aumento del 25% rispetto ai livelli pre-pandemia (UNICEF, 2022). Il 46,2% degli studenti italiani prova ansia entrando in classe, e solo il 20,4% si sente motivato (AGIA, 2025). Le disuguaglianze territoriali restano profonde: dai 266,1 casi ogni 10.000 abitanti della P.A. di Bolzano agli 84,8 della Sardegna (Ministero della Salute, 2025). Il 40% degli over 65 vive da solo (ISTAT, 2024). I disturbi mentali rappresentano la seconda causa di anni vissuti con disabilità (YLD) nel nostro Paese, con 2.622 anni persi per 100.000 abitanti, quasi dieci volte più delle neoplasie (Global Burden of Disease, 2021). Ogni euro investito in salute mentale genera un ritorno di 4,7 euro in termini di produttività e benessere (TEHA–OCSE, 2025). Nel mondo del lavoro, quasi la metà dei giovani lavoratori (47,7%) riporta stress o esaurimento (Censis–Eudaimon, 2025). Restano gravi criticità: carenza di personale, liste d’attesa lunghe, forti disuguaglianze territoriali e persistenza dello stigma. Otto italiani su dieci considerano ancora i disturbi mentali una debolezza, e il 63% li associa ad aggressività o pericolosità (MINDEX–Unobravo, 2025).
Un viaggio narrativo e civile che intreccia storie di persone, dati e riflessioni per restituire la salute mentale al suo significato più profondo: un bene comune.Al centro, una panchina: luogo semplice e universale, simbolo di ascolto e incontro, di solitudine e prossimità. Su quella panchina si siedono madri, adolescenti, adulti e anziani; persone che attraversano momenti di crisi, ma anche chi ogni giorno sceglie di ascoltare, curare, accogliere.
Le loro voci si intrecciano a quelle di oltre venti esperti — neuroscienziati, psichiatri, psicologi, sociologi, dirigenti scolastici, architetti e professionisti del lavoro e del sociale — che offrono un affondo competente sui diversi momenti della vita, dall’infanzia all’età anziana, dando voce alla scienza che incontra l’esperienza e suggerendo soluzioni concrete per comprendere come il cervello si costruisca e si custodisca nel tempo.
(Caroli e Chirizzi)
Accanto alle storie e agli sguardi degli esperti, Scusate il disturbo propone una vera e propria agenda di cambiamento: una regia nazionale per la salute mentale, più prevenzione nelle scuole, il rafforzamento dei servizi territoriali e il riconoscimento del ruolo dei Comuni e del Terzo settore.
La visione finale del libro è quella di costruire la panchina più lunga del mondo: una società capace di accogliere tutti e di creare spazi di relazione e prossimità. Una cultura della cura che parte dalla prevenzione e dalla gestione condivisa dei fattori di rischio.
Un progetto comune
Scusate il disturbo nasce dall’incontro tra percorsi diversi ma complementari. Caroli e Chirizzi hanno intrecciato esperienze personali e professionali, convinzioni e riflessioni, dando vita a un libro che unisce narrazione, dati e voci autorevoli. Il loro intento è offrire una prospettiva nuova, concreta e ispiratrice: perché il cambiamento può nascere da una panchina, da una conversazione sincera o da una lettura che diventa occasione di consapevolezza collettiva.
Gli autori hanno scelto di devolvere integralmente il proprio ricavato dalle vendite del libro ad associazioni del Terzo Settore che operano nel campo della salute mentale, per sostenere progetti e iniziative a favore delle persone e delle comunità.
Francesco Caroli
Policy advisor, professionista sanitario e giornalista pubblicista, lavora per il Comune di Milano e coordina a livello nazionale la Rete Italiana delle Città Sane dell’OMS. La sua esperienza nasce nel mondo sanitario: ha operato in importanti ospedali italiani occupandosi di ricerca e diagnostica, affrontando nei laboratori di microbiologia i giorni più duri della pandemia da Covid-19. Da quella esperienza ha maturato una visione in cui la salute individuale si intreccia con le condizioni sociali e ambientali che permettono a tutti di vivere meglio. Nel 2021 ha pubblicato Il Buon Vivere (Giacovelli Editore), dedicato al legame tra città e salute. Convinto che le città possano essere spazi vivi capaci di generare benessere e qualità della vita, ha fatto della promozione della salute e della lotta allo stigma la propria missione civile e culturale.
Scilla Chirizzi
Direttore commerciale in Lundbeck Italia, azienda farmaceutica impegnata da sempre nella salute del cervello e nella salute mentale, coniuga esperienza professionale e sensibilità personale. È madre di Jacopo e Gioele e ha toccato con mano quanto il cervello sia un organo straordinario, complesso e fragile, capace – quando si ammala – di stravolgere la vita propria e delle persone care. Ritiene che mantenere in salute il cervello debba essere una priorità collettiva e che abbattere il peso della vergogna legata al disagio psichico sia un impegno necessario e urgente. Attraverso il suo lavoro e i progetti di sensibilizzazione che ha ideato, promuove una cultura dell’ascolto e dell’accoglienza per fare della salute mentale un tema condiviso.
Scusate il disturbo – Storie e idee per un nuovo sguardo sulla salute mentale
di Francesco Caroli e Scilla Chirizzi
Laurana Editore – Collana le parentesi
pp. 240 – €18,00 – ISBN 979-12-57300-13-5
Storie e approfondimenti
Accanto ai numeri, il libro mette al centro le storie di vita. Ci sono le madri che affrontano paure e fragilità nel periodo del post-partum, gli adolescenti che vivono ansie, amori e solitudini in un tempo dominato dai social e dall’ansia di prestazione, gli adulti schiacciati tra precarietà, responsabilità familiari e logiche iper-performative, fino agli anziani che convivono con la solitudine e il decadimento cognitivo. Sono racconti che si siedono sulla stessa panchina: intimi e universali, capaci di restituire emozioni, dubbi e domande che appartengono a tutti. Non solo disagio, ma anche resilienza, relazioni e speranza: ogni storia diventa un tassello di un mosaico collettivo che ci ricorda come la salute mentale non sia un fatto privato, ma un orizzonte comune.
A fare da contrappunto ci sono le finestre degli specialisti. La neuroscienziata Michela Matteoli apre il viaggio nel cervello spiegando come epigenetica e sinapsi plasmino la nostra vita emotiva e relazionale.
La psichiatra Cinzia Niolu esplora l’importanza della salute mentale perinatale, un ambito ancora poco conosciuto ma cruciale per il benessere di madri, padri e neonati.
La neuropsichiatra infantile Antonella Costantino sottolinea il valore della diagnosi precoce e del sostegno alle famiglie, ricordando che intervenire presto può cambiare il corso di una vita. Lo psicologo Matteo Lancini analizza le fragilità adolescenziali, i silenzi, l’ansia da prestazione e il bisogno di riconoscimento di una generazione che chiede ascolto più che giudizio. La psicologa clinica Valentina Di Mattei mostra il lato quotidiano della psicologia: la cura come relazione, presenza e costruzione di senso nel vissuto delle persone. Accanto a loro, l’ex calciatore e dirigente sportivo Demetrio Albertini riflette sullo sport come fattore educativo e inclusivo; la dirigente scolastica Maria Grazia Attanasi racconta la scuola come comunità di accoglienza; lo psichiatra Leonardo Mendolicchio affronta il tema dei disturbi alimentari; Sergio De Filippis approfondisce la plasticità cerebrale in adolescenza; Antonio Maturo mette in relazione salute, felicità e società contemporanea; Donatella Marazziti indaga la chimica dell’amore; Marco Di Nicola analizza i disturbi dell’età adulta; Monica Di Luca porta la prospettiva della ricerca sulle malattie neurodegenerative; Daiana Taddeo richiama il ruolo dei medici di base come sentinelle del disagio; e Giuseppe Nicolò evidenzia la necessità di integrare gli approcci terapeutici e riabilitativi. Uno sguardo più ampio arriva anche dal mondo delle imprese responsabili, con Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia. Il Terzo Settore porta voci di prossimità e di comunità: Francesco Baglioni (Progetto Itaca), Simona Police (iSemprevivi ETS) e Simona Silvestro (Consorzio SIR). Non manca il riferimento al rapporto tra spazio urbano e salute, con l’architetto Stefano Capolongo, e al ruolo dei media, con la giornalista Raffaella Cesaroni, che riflette sulla responsabilità del linguaggio. Infine, la postfazione di Lamberto Bertolé, assessore al Welfare di Milano e presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS, richiama la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni e comunità per affrontare la salute mentale come una sfida democratica e culturale.
Sedersi su una panchina, allora, diventa un invito simbolico: fermarsi, guardarsi intorno, riconoscere che dietro ogni volto c’è una storia. E che la cura, in fondo, nasce sempre dall’incontro.
Rassegna stampa:
QUI – Repubblica
QUI – Sole 24 Ore
QUI – Dica 33 e video intervista QUI
QUI – Il Foglio
QUI – Il Giornale
QUI – Il Tempo
QUI – Salute.eu
QUI – Recensione a cura di Mario Lavia per il Riformista
QUI – Anteprima stampa presso libreria Bocca
Le voci che hanno arricchito questo libro
- Demetrio Albertini, ex calciatore e dirigente sportivo
- Maria Grazia Attanasi, dirigente scolastica
- Francesco Baglioni, Progetto Itaca
- Lamberto Bertolé, Assessore al Welfare e alla Salute del Comune di Milano, Presidente della Rete Italiana Città Sane OMS
- Stefano Capolongo, architetto e docente al Politecnico di Milano
- Raffaella Cesaroni, giornalista
- Antonella Costantino, neuropsichiatra infantile
- Sergio De Filippis, psichiatra
- Monica Di Luca, neuroscienziata
- Valentina Di Mattei, psicologa clinica e psicoterapeuta
- Marco Di Nicola, psichiatra
- Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta
- Donatella Marazziti, psichiatra
- Leonardo Mendolicchio, psichiatra e psicoterapeuta
- Tiziana Mele, Amministratore Delegato di Lundbeck Italia
- Michela Matteoli, neuroscienziata
- Antonio Maturo, sociologo
- Giuseppe Nicolò, psichiatra
- Cinzia Niolu, psichiatra
- Simona Police, iSemprevivi ETS
- Simona Silvestro, consorzio SIR
- Daiana Taddeo, medico di medicina generale
Punti chiave / Temi trattati
- La panchina come metafora: luogo di solitudine e socialità, simbolo di accoglienza e filo conduttore del libro.
- Salute mentale come bene comune: non solo dimensione individuale, ma tema sociale, politico e culturale.
- Ciclo di vita: infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia, con fragilità e risorse specifiche per ogni fase.
- Testimonianze e narrazioni: storie di vita quotidiana che danno voce a paure, ansie e speranze spesso inascoltate.
- Finestre degli esperti: approfondimenti scientifici accessibili, firmati da psichiatri, psicologi, neuropsichiatri e professionisti.
- Dati e numeri ufficiali: statistiche OMS, ISTAT, UE e UNICEF su prevalenza, solitudine, adolescenza, vecchiaia, carcere.
- Stigma e discriminazione: la fatica di chiedere aiuto, i pregiudizi ancora diffusi, la necessità di linguaggi nuovi.
- Famiglie e genitorialità: confusione, solitudini, difficoltà di riconoscere e affrontare i segnali di disagio.
- Scuola e adolescenza: pressioni da performance, social media, identità in trasformazione, nuove fragilità.
- Lavoro e adultità: precarietà, iper-performance, stress cronico, responsabilità familiari.
- Vecchiaia e solitudine: isolamento, decadimento cognitivo, servizi di sostegno, memoria e dignità.
- Fragilità estreme: carcere, marginalità, migranti, dipendenze.
- Ruolo delle città e dei Comuni: servizi di prossimità, co-progettazione, reti di comunità, esempi virtuosi (es. Milano).
- Proposte per il futuro: regia nazionale, mappatura dei servizi, rafforzamento della prevenzione, investimenti in giovani e comunità
